Domenica 10 luglio aperitivo, ingresso free entro le 21

Fabrizio Bosso live alla tromba e MARCO MOREGGIA in console.

A seguire in consolle Alessandra Argentino, Enzo Capocelli

start ore 19.30

 

Ad aprire le danze, è proprio il caso di dire, in una veste ‘inconsueta’ il talentuoso trombettista piemontese Fabrizio Bosso accompagnato ai piatti dal noto dj Marco Moreggia nell’inedito progetto “Jazz & Vinyl”. L’incontro tra due personalità artistiche, divenute punti di riferimento, ciascuna nel proprio ambito, ha dato origine a una sinergia musicale che, da una parte, gode dell’impeccabile grafia sonora dello strumentista piemontese, capace di fondere la magia della tradizione col potere evocativo e la forza tanto del be-bop quanto dell’hard-bop anni ’60, elaborando un sound innovativo e personale, fatto di nitida freschezza, lirismo e tensione interpretativa, e, da altra parte, si avvale della raffinata competenza e dell’indiscussa versatilità di Marco Moreggia, i cui set spaziano dal jazzy al soul, classic e deep house.

Se, infatti, la sintassi ritmico-melodica di Bosso non è mai scontata, il senso dello swing spesso spinto agli eccessi e la creatività delle sue riletture sempre originale, al pari, l’apporto performativo del dj producer Marco Moreggia non fa difetto, rendendo queste jam sui generis davvero irrinunciabili. Live music e vinili che girano in console nel segno della creazione estemporanea e di un interplay basato sulla voglia di conoscere, sperimentare e miscelare tradizioni e ascendenze sonore apparentemente distanti, che qui si sposano in un set davvero impeccabile.

“La musica che ispira il lavoro tra me e Fabrizio – sostiene Moreggia – è una fusione tra elettronica e jazz, ritmo e momenti di soli suoni a volte ipnotici come in un viaggio cosmico che cattura la mente, l’anima e il corpo. Non mancano stralci che ricordano il passato, e spesso l’improvvisazione si trasforma in empatia.”

Bio

Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. A 15 era già diplomato al conservatorio G. Verdi di Torino. Coltivando di continuo gli interessi per la musica di estrazione colta si è accostato al jazz. Un richiamo forte, suadente, a cui il torinese non ha saputo reagire. Tecnicamente impeccabile, ciò che più colpisce di Fabrizio è la creazione di una grafia personale, in cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati, il senso dello swing è spinto agli eccessi, la tensione creativa è costante anche nell’interpretazione di standard. Oltre ad aver svolto attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato ultimamente reclutato da Charlie Haden per alcune tappe del tour promozionale del nuovo album della Liberation Music Orchestra. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz, e negli anni collabora stabilmente nei gruppi di Salvatore Bonafede, Giovanni Mazzarino ed Enrico Pieranunzi. Fonda, assieme a Scannapieco, gli High Five, suona in duo con Rossano Sportiello in un omaggio ad Armstrong, in trio con D’Andrea e Petrella, nel suo quartetto – con Mannutza, Bulgarelli e Tucci – che presto entrerà in studio di registrazione, ed incide diversi progetti come leader e co-leader. Fortunata anche la collaborazione al fianco di artisti confinanti con l’estetica jazz come Sergio Cammariere e Nicola Conte.